Ciò
che ha spinto la scuola a promuovere questa serie di incontri,
attraverso soprattutto il contributo di alcuni insegnanti, è stata la
consapevolezza della necessità di conoscere per comprendere
adeguatamente il mondo nel quale viviamo. Soprattutto a partire dai
fatti tragicamente noti degli attentati a Parigi, tutti gli studenti
hanno manifestato il desiderio di conoscere più a fondo ciò che i media
trattano spesso con grande superficialità se non addirittura in modo
tale da veicolare informazioni parziali o scorrette sui protagonisti di
molti eventi di cronaca. E l'Islam, oggi spesso sul banco degli
imputati, è non solo una religione ma soprattutto un mondo che
l'Occidente, l'Europa, l'Italia ma anche i giovani sono chiamati a
conoscere soprattutto ascoltandone i rappresentanti affidabili così da
comprenderlo meglio ed evitare giudizi affrettati o fuorvianti. La
conoscenza è la via del dialogo e della convivenza pacifica. E l'imam di
Firenze torna a Pistoia, nella scuola, dove le nuove generazioni si
formano, per raccontare e per rispondere alle tante domande che gli
studenti non mancheranno di porgli. Una considerazione porta ad
azzardare come anche la città di Pistoia dovrebbe maggiormente muoversi
per attivare percorsi di conoscenza e di scambio fra le diverse culture e
le diverse religioni perché il dialogo frutto della conoscenza
reciproca e dell'incontro fraterno diventi davvero la rinnovata via per
la pace. Quello che la scuola italiana, anche il liceo
Forteguerri-Vannucci, cerca di fare attraverso uno stile di accoglienza e
scambio che quotidianamente sperimenta nelle proprie classi con i
propri alunni.
Premio Letterario Internazionale di Narrativa e Poesia "Giorgio La Pira"
Il mondo di oggi ha bisogno sempre più di persone che sappiano “convertire in investimenti di pace gli investimenti di guerra, trasformare in aratri le bombe, in astronavi di Pace i missili di guerra” Giorgio La Pira
domenica 20 dicembre 2015
Il Presidente delle Comunità Islamiche Italiane incontra gli studenti del Liceo Classico di Pistoia
Lunedì
21 dicembre, alle ore 9, nell'aula magna del liceo Forteguerri-Vannucci
di Pistoia, gli studenti incontreranno Izzeddin Elzir, imam di Firenze e
presidente dell'U.CO.I.I. (Unione delle Comunità Islamiche d'Italia).
L'evento, dal titolo "CONOSCERE L'ISLAM", è il secondo all'interno del
ciclo di incontri previsti sui temi dell'intercultura e del dialogo
interreligioso, oggi più che mai al centro di infuocati dibattiti. Il
primo incontro, lunedì 26 novembre scorso, con frère John monaco della
comunità ecumenica francese di Taizé, fu possibile grazie alla sua
presenza in occasione del Premio internazionale della pace, della
cultura e della solidarietà intitolato a Giorgio La Pira e promosso dal
Centro Studi "G. Donati". Tra l'altro anche lo stesso imam di Firenze è
stato insignito dello premio nel 2012.
venerdì 25 settembre 2015
Trentatreesimo Premio Letterario Internazionale “GIORGIO LA PIRA” risultati della commissione giudicatrice
Sezione Narrativa
Primo premio all’opera “Chagarrata” di Lazzaro Luigi, Pescara
Secondo premio all’opera “12 Agosto 1944” di Scarpellini Alessandro, Cascina
Terzo premio all’opera “Insonnia e altre sciagure” di Mitidieri Giuditta, Montale
Segnalazioni:
“Merendine di Natale” di Spagnoli Raffaello, Bovezzo
“Thanks” di Spadafora Serafina, San Giovanni Iato
“L’uomo delle nuvole” di Curatolo Roberto, Milano
“Io credo” di D'Andria Caterina, Pistoia
Sezione Poesia
Primo premio all'opera "Faville di tanta intensità" di Caso Giovanni, Siano
Secondo premio all'opera "Lampedusa" di Consoli Carmelo, Firenze
Terzo premio all'opera "Andare" di Capriotti Antonio, San Benedetto del Tronto
Segnalazioni:
"Il sangue dei migranti" di Gambaruto Leila, Chieri
"Notturno" di Valentini Amelia, Pescara
"Il tesoro più grande" di Aloia Anna, Pantelleria
"Voglia di vivere" di Orifici Rabe Rosita, Messina
Manifestazione di premiazione 29 Novembre 2015
giovedì 20 agosto 2015
IL CENTRO STUDI "DONATI" RICORDA DE GASPERI, DON MINZONI, DONATI: tre "grandi" della nostra storia.
…per fare memoria
Di Giancarlo Niccolai *Il Centro Studi "G. Donati" di Pistoia, ha emesso un documento per fare “memoria" in occasione dell'anniversario della morte di Giuseppe Donati, Alcide De Gasperi, Don Giovanni Minzoni, avvenuta nel mese di agosto; tre "grandi" della nostra storia.
GIUSEPPE DONATI
E' stato una delle figure più significative del cattolicesimo democratico italiano e certamente del giornalismo cattolico.
Instancabile, disponibile ad ogni rischio, democratico impertinente .E' stato soprattutto un credente autentico, mistico insieme, uomo d'azione, coraggioso sino all'imprudenza, precursore ecumenico, organizzatore e quindi leader politico. A noi lascia come "lezione" il dovere dell'intransigenza.
ALCIDE DE GASPERI
Coerente, uomo di fede e grande leader politico, riassume nella sua lezione civile e morale di statista i valori più autentici della tradizione e dell'esperienza democratico cristiana. De Gasperi vede nel processo di unificazione europea, l'antidoto ai pericoli nazionalisti. L'incontro straordinario con Adenauer e Schumarn, nacque il "progetto Europa" per una sfida ai nazionalisti.
DON GIOVANNI MINZONI
Seguì la propria vocazione sacerdotale in quel di Ravenna, un ambiente senz'altro poco fertile a sostenerlo. Minzoni, tuttavia, custodì gelosamente questa sua vocazione. Si impegnò in azioni sociali e l'organizzazione dei contadini e degli operai. Le sue armi furono la fede in Dio, l'attenzione verso i sofferenti, i deboli e i poveri.
Don Minzoni aveva speso la sua vita in semplicità con un agire essenziale e soprattutto nella profonda convinzione religiosa. Fu barbaramente trucidato dai fascisti ferraresi che intesero così di soffocare una voce e una vita che additava a tutti la strada inconfondibile del Vangelo.
*Presidente del Centro Studi "G.Donati" di Pistoia
Pistoia,16 Agosto 2015
mercoledì 22 luglio 2015
Chiti: «Sui temi sensibili resti il bicameralismo»
Dal quotidiano Avvenire
Angelo Picariello
14 luglio 2015
Avviare un confronto serio al Senato dentro il Pd, evitando la scorciatoia dei «transfughi». Vannino Chiti spiega la sua proposta, firmata da 25 senatori Dem, che mette insieme risparmi per 120 milioni con i tagli alle indennità (pur re-introducendo i senatori eletti) e attribuisce maggiori funzioni al Senato rispetto al testo licenziato dalla Camera: «Se l’Italicum risolve il problema della governabilità, non ha alcun senso tenere anche i temi sensibili - dall’intesa con le confessioni religiose alla bioetica, dalle unioni civili al fine vita - nelle materie di governo riformabili col voto di una sola Camera».
Il governo, con il ministro Boschi, si dice disponibile a non forzare i tempi.
Un segnale positivo. Che però può essere finalizzato a due scopi del tutto diversi, ampliare la base del consenso, o creare di un gruppo di cosiddetti "responsabili". Ma il trasformismo è un male delle istituzioni, che toglierebbe ogni credibilità alla riforma.
I senatori, senza vincolo di mandato, potranno dissentire da mutamenti di rotta del proprio partito?
La Costituzione chiama in causa la libertà di coscienza dei singoli parlamentari, ma il fenomeno, qui, è l’esatto contrario: è un dare un prezzo alla propria coscienza in base alla convenienza del momento. Una cosa è cercare il dialogo con i gruppi di Forza Italia, M5S, Sel, Lega (tutti convinti che si debba superare il bicameralismo paritario) per avere il consenso più ampio, rispettando le convinzioni dei singoli. Altra è assecondare fenomeni di frammentazione per evitare il confronto nel Pd.
Di quanto tempo c’è bisogno per completare l’iter?
Se l’intesa da cercare al Senato coinvolgerà anche i gruppi della Camera si può fare in modo che il successivo passaggio a Montecitorio avvenga senza modifiche, evitando ulteriori ping pong. Di modo che per marzo la riforma sia completa, e il referendum si possa tenere per giugno 2016. Ma noi crediamo si debba andare oltre: stipulando un patto che porti a concludere la legislatura regolarmente, nel 2018.
Da Renzi intravede maggiore disponibilità?
È stato lui stesso ad affermare che dopo l’approvazione dell’Italicum vanno valutati nuovi pesi e contrappesi. Come base di partenza una sola Camera che dia la fiducia e abbia l’ultima parola sulle leggi non bicamerali e un Senato ridotto a soli 100 componenti può trovare un consenso quasi unanime. Noi aggiungiamo che si potrebbe intervenire anche sul numero dei deputati, riducendoli a 500, mentre pensiamo che i senatori debbano essere eletti su base regionale con metodo proporzionale, nella stessa tornata che rinnova i Consigli regionali.
Ma Renzi aveva già annunciato che nessun senatore sarebbe stato più eletto.
È già una riduzione scendere da 315 a 100, noi aggiungiamo il taglio di 130 deputati. In più proponiamo un taglio delle indennità da parametrare a quella del sindaco di Roma, che è meno della metà dell’attuale, intorno ai 5mila euro mensili. Con un risparmio complessivo di circa 120 milioni. Inoltre l’elezione diretta dei senatori ne renderebbe più forte la legittimazione, evitando duplicazioni di incarico per consiglieri regionali e sindaci, come è adesso.
E sarebbe funzionale all’ampliamento delle loro materie di pertinenza.
Certo. Fin qui il Senato, nel testo approvato a Montecitorio, interviene sulle leggi costituzionali, leggi elettorali e trattati dell’Unione Europee. Nel nostro documento chiediamo che la Camera si limiti a decidere in unica lettura sulle materie oggetto del programma di governo, e vadano quindi escluse le materie inerenti gli articoli 7 e 8, il Concordato con la Chiesa cattolica e le intese con le confessioni religiose. Altrettanto, temi come il fine vita, o le materie bioetiche, richiedono approfondimento e non la fretta e la determinazione dell’azione di governo, ed è bene che mantengano carattere bicamerale.
Saranno d’accordo nel suo partito, che manifesta fretta sulle unioni civili?
Al di là dei diversi convincimenti che ci possono essere, rispetto a certe tematiche bisogna avere l’umiltà e la pazienza di sciogliere i nodi con l’ascolto e non con i colpi di spada. Se parliamo di pesi e contrappesi, per l’Italicum, aggiungere sul treno rapido della governabilità anche un vagone con questi temi delicati sarebbe un grave errore.
Le battute telefoniche in questi giorni finite sui giornali non rischiano di avvelenare il clima nel dialogo del Pd?
Certo, non aiuta l’idea di una politica che vive di trappole. Certe conversazioni - al di là della loro pubblicazione, discutibile - non ci dovrebbero essere, danno l’idea di una politica che è degenerata nel nostro Paese. La storia della compravendita dei senatori è una vicenda brutta, e più brutto ancora sarebbe archiviarla con l’indifferenza, o peggio, pensare di fare le riforme con processi che evochino di nuovo fenomeni di trasformismo.
giovedì 9 luglio 2015
Centro Sudi “G. Donati”: Pistoia si prepara ad accogliere le XXXIII Giornata Internazionale della Pace “Giorgio La Pira”.
Nel quadro della XXXIII Giornata Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà che si svolgerà a Pistoia Domenica 29 Novembre p.v. con il tema “Popoli solidali, ponti di pace nel mondo col coraggio della legalità, accoglienza e riconciliazione” si svolgerà la manifestazione del Premio Internazionale di narrativa e poesia “Giorgio La Pira”, uno degli avvenimenti letterari di spicco per la città di Pistoia.
L’iniziativa, ideata e organizzata dal Centro Studi “G. Donati”, giunge quest’anno alla XXXIII edizione. Il Premio letterario si ispira a Giorgio La Pira, figura intramontabile della nostra storia e simbolo del Premio stesso che in uno dei suoi tanti messaggi espresse il pensiero di “far convergere le città per far convergere le Nazioni”.
Le sue parole semplici ed universali, la sua testimonianza e la sua lezione, sono il suggello di questo Concorso ed anche il grande soffio di speranza che oggi lievita le coscienze degli uomini, come sottolinea il Presidente del Centro Studi “G. Donati” Giancarlo Niccolai.
Oltre quattrocento sono stati i lavori presentati dai concorrenti, ed in questo periodo le commissioni sono al lavoro per definire i vincitori e segnalati di questa XXXIII edizione.
Oggi più che mai il Centro Studi “G. Donati” avverte l’esigenza di proseguire e rafforzare l’impegno a collaborare con le Istituzioni e con tutti quanti si muoveranno, nella nostra città, per la soluzione dei problemi della comunità con senso di responsabilità.
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